La BohŔme

Mercoledý 15 aprile 2009
Cinema Teatro Odeon Vigevano
Parrocchia della Immacolata &
Ass.Culturale "La Barriera" &
Ass. Donne Pavesi &
Ass. Concertodautunno

con il patrocinio della Provincia di Pavia

ed il sostegno economico di ASM Vigevano Lomellina s.p.a.

Mercoledý 15/04/2009
h. 20:15
In collaborazione con gli Amici della Lirica di Magenta
La BohŔme
Opera in quattro atti
Musica di Giacomo Puccini
Prima rappresentazione: 1.2.1896, Teatro Regio, Torino

Spettacolo dal vivo - Fuori abbonamento

Mimý soprano - Margherita Tomasi
Rodolfo, poeta tenore - Matteo Falcier
Musetta soprano - Elisa Maffi
Marcello, pittore baritono - Bruno Pestarino
Colline, filosofo basso - Giampaolo Vessella
Schaunard, musicista baritono - Dong-Il Park
Benoţt, padrone di casa basso - Andrea Dufaux
Alcindoro, consigliere di Stato basso - Andrea Dufaux
Parpignol, venditore ambulante tenore Gianni Granata
Altro venditore ambulante tenore -coro
Sergente dei Doganieri basso - Angelo Oldani
Un doganiere tenore ľ Massimo Gavardi
Un ragazzo - coro
Sachiko Yanagibashi, pianoforte
Schola Cantorum San Gregorio Magno
di Trecate
maestro del coro Mauro Rolfi
Idea scenografica e regia di Mario Mainino

INGRESSO 15 Euro + eventuale offerta libera

Per questa iniziativa collabora l'Associazione Donne Pavesi, con la quale si Ŕ deciso di raccogliere le eventuali offerte oltre i 15Euro dell'ingresso a favore della
 Ass. Corea di Huntington.
http://www.coreadihuntington.it/news.html
Consulenza artistica ed organizzativa della Ass. Culturale Concertodautunno - Vigevano


Programma
Atto I - intervallo - Atto II - intervallo - Atto III & Atto IV

AUDIO tracks



Musetta sola, tanto tanto tempo dopo, ritorna con il pensiero all'etÓ felice della sua giovinezza.

Il ricordo si merializza.

Sottovoce ricorda la sua presentazione di ragazza piena di vita:

Quando men vo soletta per la via,
la gente sosta e mira
e la bellezza mia tutta ricerca in me
da capo a pie'...

Il ricordola accascia e mentre esce di scena i ricordi risorgono e riprendono vita...


In soffitta: Ampia finestra dalla quale si scorge una distesa di tetti coperti di neve.


Una tavola, , quattro sedie, un cavalletto da pittore
con una tela sbozzata.
Rodolfo guarda meditabondo fuori della finestra.
Marcello lavora al suo quadro: "Il passaggio del Mar Rosso"

MARCELLO
Questo Mar Rosso - mi ammollisce e assidera

(Si allontana dal cavalletto per guardare il suo quadro.)
Per vendicarmi, affogo un Faraon!

 RODOLFO
Nei cieli bigi guardo fumar dai mille comignoli Parigi

(additando il camino senza fuoco)
e penso a quel poltrone
di un vecchio caminetto ingannatore
che vive in ozio come un gran signore.

 MARCELLO
Le sue rendite oneste
da un pezzo non riceve.

RODOLFO
Quelle sciocche foreste
che fan sotto la neve?

MARCELLO
Rodolfo, io voglio dirti un mio pensier profondo:
ho un freddo cane.

RODOLFO
(avvicinandosi a Marcello)
Ed io, Marcel, non ti nascondo
che non credo al sudore della fronte.

 RODOLFO
L'amore Ŕ un caminetto che sciupa troppo...

MARCELLO
... e in fretta!

RODOLFO
... dove l'uomo Ŕ fascina...

MARCELLO
... e la donna Ŕ l'alare...

RODOLFO
... l'una brucia in un soffio...

MARCELLO
... e l'altro sta a guardare.

 RODOLFO Eureka!
MARCELLO Trovasti?

RODOLFO
Sý. Aguzza l'ingegno.
L'idea vampi in fiamma.

MARCELLO
(additando il suo quadro)
Bruciamo il Mar Rosso?

RODOLFO
No. Puzza la tela dipinta. Il mio dramma,
I'ardente mio dramma ci scaldi.

MARCELLO
(con comico spavento)
Vuoi leggerlo forse? Mi geli.

RODOLFO
No, in cener la carta si sfaldi
e l'estro rivoli ai suoi cieli.

COLLINE
GiÓ dell'Apocalisse appariscono i segni.
In giorno di vigilia non si accettano pegni!

(Si interrompe sorpreso, vedendo fuoco nel caminetto.)
Una fiammata!

RODOLFO
In quell'azzurro - guizzo languente
Sfuma un'ardente - scena d'amor.

COLLINE
Scoppietta un foglio.

MARCELLO
LÓ c'eran baci!

RODOLFO
Tre atti or voglio - d'un colpo udir.

COLLINE
Tal degli audaci - I'idea s'integra.

TUTTI
Bello in allegra - vampa svanir.

COLLINE
Che vano, che fragile dramma!

MARCELLO
Oh! Dio... giÓ s'abbassa la fiamma.

MARCELLO
GiÓ scricchiola, increspasi, muore.

COLLINE e MARCELLO
(Il fuoco Ŕ spento.)
Abbasso, abbasso l'autore.


SCHAUNARD
(Entra dalla porta di mezzo con aria di trionfo,
gettando a terra alcuni scudi.)
La Banca di Francia
per voi si sbilancia.

COLLINE
(raccattando gli scudi insieme a Rodolfo e Marcello)
Raccatta, raccatta!

SCHAUNARD
(mostrandogli uno scudo)
Sei sordo?... Sei lippo? Quest'uomo chi Ŕ?

RODOLFO
Luigi Filippo! M'inchino al mio Re!

SCHAUNARD
Or vi dir˛: quest'oro, o meglio argento, ha la sua brava storia...

SCHAUNARD
Un inglese... un signor... lord o milord
che sia, voleva un musicista...

SCHAUNARD
A quando le lezioni?...
Risponde: "Incominciam...

Guardare!" (e un pappagallo m'addita al primo piano),
poi soggiunge: "Voi suonare
finchÚ quello morire!

SCHAUNARD
E fu cosý:
Suonai tre lunghi dý...
Allora usai l'incanto
di mia presenza bella...

nessuno gli bada

SCHAUNARD (urlando indispettito) Che il diavolo vi porti tutti quanti!


Pranzare in casa
il dý della vigilia

mentre il Quartier Latino le sue vie
addobba di salsicce e leccornie?

Quando un olezzo di frittelle imbalsama
le vecchie strade?

SCHAUNARD
Un po' di religione, o miei signori:
si beva in casa, ma si pranzi fuori.

poi tutti vanno intorno al tavolo e versano il vino


Si bussa alla porta, s'arrestano stupefatti

 MARCELLO Chi Ŕ lÓ? 


BENO╬T Benoţt!

BENO╬T Una parola.
(Entra sorridente e mostrando una carta dice:)
Affitto

MARCELLO (ricevendolo con grande cordialitÓ)
OlÓ ! Date una sedia.

RODOLFO Presto.

BENO╬T (schermendosi) Non occorre. Vorrei...

RODOLFO e COLLINE
Tocchiamo.

SCHAUNARD  (interrompendolo) Ancora un sorso.

MARCELLO (a Benoţt, senza badare ai due)
Ha visto? Or via, resti un momento in nostra compagnia. Dica: quant'anni ha, caro signor Benoţt?

MARCELLO
(abbassando la voce e con tono di furberia)
L'altra sera al Mabil... L'hanno colto in peccato d'amore.

MARCELLO
(magnificando)
Una quercia!... un cannone! il crin ricciuto e fulvo.

BENO╬T
(in piena confidenza)
Le donne magre sono grattacapi
e spesso... sopraccapi...
e son piene di doglie,
per esempio... mia moglie...

MARCELLO
(con forza)
Quest'uomo ha moglie e sconce voglie ha nel cor!

MARCELLO Ho pagato il trimestre.
SCHAUNARD Al Quartiere Latino ci attende Momus.

SCHAUNARD Dividiamo il bottino!

MARCELLO
LÓ ci sono beltÓ scese dal cielo.
Or che sei ricco, bada alla decenza!
Orso, ravviati il pelo.

COLLINE
Far˛ la conoscenza
la prima volta d'un barbitonsore.
Guidatemi al ridicolo
oltraggio d'un rasoio.


RODOLFO
Io resto per terminar l'articolo di fondo del Castoro.

RODOLFO (sfiduciato) Non sono in vena.

RODOLFO  Chi Ŕ lÓ?

MIM╠ (di fuori) Scusi.

RODOLFO  Una donna!


RODOLFO (premuroso) Si sente male?

MIM╠ No... nulla.

RODOLFO Impallidisce !

MIM╠ (presa da tosse) Il respir... Quelle scale..

(Mimý, sviene)

(Mimý rinviene.) RODOLFO Si sente meglio? Aspetti.. un po' di vino...

RODOLFO (ammirandola) (Che bella bambina!)

MIM╠
(Levandosi, cerca il suo candeliere.)
Ora permetta che accenda il lume. ╚ tutto passato.

MIM╠
(Esce, poi riappare sull'uscio che rimane aperto.)
Oh ! sventata ! La chiave della stanza dove l'ho lasciata?

(Il lume di Mimý si spegne.) MIM╠ Oh Dio! Torni ad accenderlo.

MIM╠ (Ripete con grazia, avanzandosi ancora cautamente.)
Importuna Ŕ la vicina...

RODOLFO Cosa dice, ma le pare!

MIM╠ L'ha trovata?...

RODOLFO No !

MIM╠ Mi parve...

RODOLFO In veritÓ...

MIM╠ (Cerca a tastoni.) Cerca?

RODOLFO Cerco !

MIM╠ (sorpresa) Ah!

RODOLFO  (tenendo la mano di Mimý, con voce piena di emozione!)
Che gelida manina!

Se la lasci riscaldar.
Cercar che giova? Al buio non si trova.
Ma per fortuna Ŕ una notte di luna,
e qui la luna l'abbiamo vicina.

Aspetti, signorina,
le dir˛ con due parole
chi son, che faccio e come vivo. Vuole?

Chi son? Sono un poeta.
Che cosa faccio? Scrivo.
E come vivo? Vivo.

In povertÓ mia lieta
scialo da gran signore
rime ed inni d'amore.

Per sogni, per chimere
e per castelli in aria
l'anima ho milionaria.

Talor dal mio forziere
ruban tutti i gioielli
due ladri: gli occhi belli.
V'entrar con voi pur ora
ed i miei sogni usati
e i bei sogni miei
tosto son dileguati.

Ma il furto non m'accora,
poichÚ vi ha preso stanza


la dolce speranza!

Or che mi conoscete,
parlate voi. Chi siete?
Via piaccia dir?

MIM╠
(╚ un po' titubante, poi si decide a parlare;
sempre seduta.)
Sý.
Mi chiamano Mimý,
ma il mio nome Ŕ Lucia.

La storia mia
Ŕ breve. A tela o a seta
ricamo in casa e fuori...

Son tranquilla e lieta
ed Ŕ mio svago
far gigli e rose.

Mi piaccion quelle cose
che han sý dolce malýa,
che parlano d'amor, di primavere,
 

di sogni e di chimere,
quelle cose che han nome poesia...

Vivo sola, soletta
lÓ in una bianca cameretta:

guardo sui tetti e in cielo

ma quando vien lo sgelo

il primo sole Ŕ mio
il primo bacio dell'aprile Ŕ mio!


MARCELLO
Che te ne fai lý solo?

RODOLFO
Non sono solo. Siamo in due.

Andate da Momus, tenete il posto,
ci saremo tosto.

RODOLFO
O soave fanciulla, o dolce viso
di mite circonfuso alba lunar

in te, vivo ravviso
il sogno ch'io vorrei sempre sognar!

Fremon giÓ nell'anima
le dolcezze estreme,
nel bacio freme amor!

tu sol comandi, amore!

(svincolandosi)
No, per pietÓ!

RODOLFO Sei mia!

MIM╠ V'aspettan gli amici...

MIM╠ (titubante) Vorrei dir... ma non oso...

MIM╠ (con graziosa furberia) Se venissi con voi?

RODOLFO (sorpreso) Che?... Mimý?
(insinuante)
Sarebbe cosý dolce restar qui. C'Ŕ freddo fuori.

MIM╠ (con grande abbandono) Vi star˛ vicina!...

RODOLFO Dammi il braccio, mia piccina.

MIM╠ (DÓ il braccio a Rodolfo.) Obbedisco, signor!

RODOLFO Che m'ami di'...

MIM╠ (con abbandono) Io t'amo!

(S'avviano sottobraccio alla porta d'uscita.)

RODOLFO Amore !

MIM╠ Amor!


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