Venerdì 23 gennaio 2026 debutta al Teatro Coccia di Novara la nuova produzione del Macbeth di Giuseppe Verdi. L’opera viene presentata nella versione del 1865, ovvero nella revisione che Verdi realizzò circa vent’anni dopo la prima esecuzione al Teatro della Pergola di Firenze.
Macbeth rappresenta uno degli incontri più significativi tra il compositore di Busseto e il teatro di William Shakespeare. Quando Verdi si dedicò alla scrittura di questo lavoro, il nome di Shakespeare era ancora poco conosciuto in Italia. Per affrontare lo studio del testo, il compositore si avvalse dell’aiuto della moglie, Giuseppina Strepponi, che conosceva bene la lingua francese: fu infatti da un’edizione francese dell’opera che Verdi trasse lo spunto per elaborare poi la versione italiana.
Le due versioni di Macbeth si differenziano per la presenza o l’assenza di alcune arie, secondo l’edizione. Ad esempio, La luce langue compare solo nella versione del 1865, mentre nella prima versione era presente Trionfai. Da sottolineare anche la singolare variante del coro più famoso dell’opera: il celebre Patria oppressa era, nella prima stesura, Scozia oppressa. Le differenze testuali sono minime, ma all’ascolto si percepisce chiaramente il lavoro di revisione compiuto da Verdi.
La storia ci racconta inoltre che Verdi annotava con cura i suoi quaderni di regia. Per creare un’atmosfera particolarmente misteriosa nella scena dell’apparizione delle streghe, volle che venisse scavata una piccola buca nel palcoscenico per nascondervi un violino e un altro strumento, così da rendere impossibile al pubblico capire da dove provenisse un certo suono. Verdi era dunque attentissimo non solo alla regia scenica, ma anche a quella sonora, curando ogni dettaglio delle rappresentazioni delle sue opere.