Abendlied

Sala Istituto Musicale Luigi Costa
Vigevano

Martedì 6 settembre 2011
CONCERTO LIEDERISTICO
IL TEMPO
BARBARA THELER, soprano
RAFFAELLA DAMASCHI, pianoforte

L'Istituto Musical Luigi Costa organizza una "lezione concerto" nella sede dell'Istituto in Corso Milano n.4. L'iniziativa è volta a portare agli allievi ma anche a genitori ed amici la possibilità di ascoltare due artiste in un repertorio di grandissimo fascino che purtroppo per molti "italiani" è materiale assolutamente sconosciuto e che merita di essere ascoltato.
Ricordiamo che per favorire la conoscenza del meraviglioso mondo dei "lied" l'Istituto ha organizzato per alcuni anni dei corsi di studio specifici offerti gratuitamente agli iscritti.


Programma

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Abendempfindung K 523 (Sensazioni alla sera)

FRANZ SCHUBERT (1797-1828)
Im Frühling D 882 (In primavera)
Auf dem Wasser zu singen D 774 (Da cantare sull’acqua)
Im Abendrot D 799 (Al tramonto)

CLAUDE DEBUSSY (1862-1918)
Le temps a laissié son manteau (Il tempo si è levato il suo mantello)
Les Cloches (Le campane)

GUSTAV MAHLER (1860-1911)
Da Des Knaben Wunderhorn :
Wo die schönen Trompeten blasen (Là dove squillano le belle trombe)
Dai Rückert Lieder :
Um Mitternacht (A Mezzanotte)

JOHANNES BRAHMS (1833-1897)
Sommerabend op. 84 n°1 (Serata estiva)
Von ewiger Liebe op. 43 n° 1 (Di amore eterno)

RICHARD STRAUSS (1864-1949)
Morgen op. 27 n° 4 (A domani)
Die Nacht op. 10 n° 3 (La notte)

RICHARD WAGNER (1813-1883)
Da Wesendonck Lieder:
Stehe still ! (Arrestati ! sibilante fragorosa ruota del tempo)

 

FRANZ SCHUBERT (1797-1828)
Im Abendrot D 799 (Al tramonto)


Seguono alcune immagini della serata.


 

Introduzione all'ascolto del Prof. CARLO VILLA

 

 

Barbara Theler, soprano

Per Barbara Theler la musica non può essere solo una professione, ma come riassume il suo motto qualcosa di Sensuale - Vitale - Esistenziale, uno stile di vita. La musica come mezzo di comunicazione con la gente, tanto vario ed individualizzato, quanto sono i generi che affronta nel suo vasto repertorio che spazia dall'Opera all'Oratorio, dal Kunstlied al Volkslied internazionale.
I suoi rapporti artistici e di approfondimento del repertorio con Irwin Gage, Edith Mathis, Vera Rozsa e Nicolai Gedda in varie città europee l'hanno portata a debuttare presto nel ruolo di Micaela in Carmen rappresentata con successo al Landestheater di Salisburgo, presso il quale ha cantato anche nel ruolo di Susanna nell'opera Le Nozze di Figaro.
E' poi stata chiamata in diversi Festival internazionali come quello di San Sebastian nel ruolo di Xenia nel Boris Godunow di Mussorgski e numerosi sono stati i liederabend, tra cui al Konzerthaus di Vienna con il pianista Paul Gulda e i concerti in Spagna sotto la direzione di Jesus Cobos Lopez e per la Filarmonica Ceca a Praga. È stata altresí ospite dell'Ensemble Theater della regione di Biel/Solothurn nel ruolo di Suor Angelica di Puccini e in quello di Rosalinde nel Pipistrello di Johann Strauss, presso il Teatro Massimo di Bellini a Catania come Warwara in Katja Kabanowa di Janacek sotto la direzione di Hans Graf. Nel Flauto Magico al Festival d'Opera Avenches con Giuseppe Filianotti. Sancta Susanna di Hindemith alla Volksoper di Zurigo. Anina di Johann Strauss e Gräfin Mariza di Emmerich Kalman al Operettenfestival di Leuk. Nel 2004 ha registrato per CLAVES un CD con Lieder di Dvorak e Smetana in lingua originale con il pianista BRUNO CANINO. Ha in progetto la registrazione di alcuni Lieder di Schubert con la pianista Raffaella Damaschi.

Raffaella Damaschi, pianoforte

Pianista milanese, ha studiato presso il Conservatorio G. Verdi di Milano con Chiaralberta Pastorelli, perfezionandosi successivamente con Bruno Canino presso la Musikhochschule di Berna.
Contemporaneamente ha seguito diverse masterclasses con Andras Schiff, Aloys Kontarsky, Vitaly Margulis e Georges Pludermacher.
Appassionata camerista ha studiato per due anni nella classe di Hortense Cartier Bressons
al CNR di Boulogne-Billancourt (Parigi) nelle formazioni di duo e trio,
ottenendo due Premier Prix e ha poi ottenuto il Master in musica da camera presso l’Accademia Pianistica “ Incontri col Maestro “ di Imola, sotto la guida di Pier Narciso Masi.
Ha seguito i corsi del Trio di Trieste e Maureen Jones presso la Scuola superiore internazionale di Duino e dell’Accademia musicale Chigiana di Siena.
Dopo numerosi premi ottenuti in concorsi per giovani, si è affermata al Concorso Internazionale di Musica da Camera di Acqui Terme vincendo il Primo Premio assoluto in duo con il violinista francese Jacques Gandard.
Collabora regolarmente con musicisti quali Barbara Theler, Bruno Canino, Antonio Ballista, Alessandro Carbonare, Sylvie Gazeau, Zora Slokar, Quintetto Papageno e ha suonato tra gli altri con Gabriele Pieranunzi, Mariana Sirbu, Cristiano Rossi, Pier Narciso Masi, Massimo Piva per importanti associazioni e Festival internazionali (Società dei concerti di Milano, Estate Musicale Chigiana, Festival des Arcs, Ravello Concerti a Villa Rufolo, Arte e Musica sul Lario, Auditorium di Milano, Orta Festival, Teatro Cinghio di Parma, Kulturhaus Seis, Sala Sopracenerina di Locarno, Schloss Hünigen di Konolfingen, Bern Grosser Saal, Auditorium Boulogne – Billancourt, Parigi Associazione “Piano con moto”,
Autunno Musicale Bollatese, ecc).
Tra i suoi prossimi progetti vi è la registrazione di un CD di lieder di Schubert con la soprano Barbara Ulricca Theler.

FRANZ SCHUBERT, op. 72, D 774
Auf dem Wasser zu singen


Mitten im Schimmer der spiegelnden Wellen
Gleitet, wie Schwäne, der wankende Kahn:
Ach, auf der Freude sanftschimmernden Wellen
Gleitet die Seele dahin wie der Kahn;
Denn von dem Himmel herab auf die Wellen
Tanzet das Abendrot rund um den Kahn.

Über den Wipfeln des westlichen Haines
Winket uns freundlich der rötliche Schein;
Unter den Zweigen des östlichen Haines
Säuselt der Kalmus im rötlichen Schein;
Freude des Himmels und Ruhe des Haines
Atmet die Seel im errötenden Schein.

Ach, es entschwindet mit tauigem Flügel
Mir auf den wiegenden Wellen die Zeit;
Morgen entschwinde mit schimmerndem Flügel
Wieder wie gestern und heute die Zeit,
Bis ich auf höherem strahlendem Flügel
Selber entschwinde der wechselnden Zeit.

FRIEDRICH LEOPOLD, GRAF ZU STOLBERG-STOLBERG (1750-1819)

Da cantare sull'acqua

Fra scintillio d’onde trasparenti
simile a un cigno scorre ondeggiando la barca.
E sulle onde scintillanti di gioia,
scorre anche l'anima, come la barca;
perché dal cielo fin giù sulle onde
danza il tramonto, intorno alla barca.

Su dalle cime del boschetto, a ponente,
il rossastro bagliore amichevole ci saluta.
Mentre a levante, sotto i ramoscelli del boschetto
sussurra il canneto, nel rossastro bagliore.
Gioia celeste e pace del bosco
respira l'anima, in quest’atmosfera vermiglia.

Ahimè, da me svanisce con ali di rugiada,
il tempo, sulle onde cullanti.
Domani, con ali scintillanti, ancora
il tempo sparirà, come ieri e oggi.
Finché io stesso, con più fulgide ali,
non sfuggirò alla sua volubile legge.

   
FRANZ SCHUBERT, D 882
Im Frühling


Still sitz' ich an des Hügels Hang,
Der Himmel ist so klar,
Das Lüftchen spielt im grünen Tal.
Wo ich beim ersten Frühlingsstrahl
Einst, ach so glücklich war.

Wo ich an ihrer Seite ging
So traulich und so nah,
Und tief im dunklen Felsenquell
Den schönen Himmel blau und hell
Und sie im Himmel sah.

Sieh, wie der bunte Frühling schon
Aus Knosp' und Blüte blickt!
Nicht alle Blüten sind mir gleich,
Am liebsten pflückt ich von dem Zweig,
Von welchem sie gepflückt!

Denn alles ist wie damals noch,
Die Blumen, das Gefild;
Die Sonne scheint nicht minder hell,
Nicht minder freundlich schwimmt im Quell
Das blaue Himmelsbild.

Es wandeln nur sich Will und Wahn,
Es wechseln Lust und Streit,
Vorüber flieht der Liebe Glück,
Und nur die Liebe bleibt zurück,
Die Lieb und ach, das Leid.

O wär ich doch ein Vöglein nur
Dort an dem Wiesenhang
Dann blieb ich auf den Zweigen hier,
Und säng ein süßes Lied von ihr,
Den ganzen Sommer lang.

ERNST KONRAD FRIEDRICH SCHULZE (1789-1817) In primavera


Siedo in silenzio sul declivio del colle,
il cielo è così luminoso,
gioca la brezza sulla verde vallata,
là dove io ai primi raggi della primavera,
un tempo ero tanto felice.

Là dove camminavo al suo fianco,
così intimamente vicino,
e vedevo nel profondo delle fonti oscure
il bel cielo azzurro e luminoso
e lei stessa nel cielo.

Guarda, come la primavera variopinta
già occhieggia tra gemme e fiori!
Non tutti i fiori amo ugualmente,
preferisco quelli colti dai rami,
dai quali anche lei li coglieva!

Poiché tutto è rimasto come allora,
i fiori, i campi;
non meno chiaro il sole splende,
non meno allegro si riflette nella fonte
l'azzurro quadro celeste.

Cambiano solo desideri e illusioni,
si alternano gioia e tormento,
rapida trascorre la gioia dell'amore,
e solo l'amore rimane,
l'amore e, ahimè, il dolore.

Oh, fossi io un uccellino,
laggiù sul pendio erboso,
me ne resterei allora fra i rami,
a cantare una dolce canzone per lei,
per l'intera estate.

   
FRANZ SCHUBERT, D 799
Im Abendrot

O wie schön ist deine Welt,
Vater, wenn sie golden strahlet!
Wenn dein Glanz herniederfällt
Und den Staub mit Schimmer malet,
Wenn das Rot, das in der Wolke blinkt,
In mein stilles Fenster sinkt!

Könnt ich klagen, könnt ich zagen?
Irre sein an dir und mir?
Nein, ich will im Busen tragen
Deinen Himmel schon allhier.
Und dies Herz, eh' es zusammenbricht,
Trinkt noch Glut und schlürft noch Licht.
 

KARL GOTTLIEB LAPPE (1773-1843)
Al tramonto

Quanto è bello il tuo Mondo,
Padre, quando riluce tutto d’oro!
Quando lo splendore basso sull’orizzonte
dipinge la polvere di sfavillanti riflessi,
quando il rosso che le nubi infiamma,
penetra silenzioso nella mia stanza.

Potrei mai lamentarmi, trepidare?
Dubitare di te o di me?
No, voglio soltanto portare nel cuore
il tuo cielo, quaggiù, fin d’ora.
E questo cuore, prima di dissolversi,
ancora si nutre di brace e s’abbevera di luce.

CLAUDE DEBUSSY, L. 102 n. 1
Rondel I: Le temps a laissé son manteau

Le temps a laissé son manteau
De vent de froidure et de pluie,
Et s'est vêtu de broderie,
De soleil luisant clair et beau.

Il n'y a bête ni oiseau
Qu'en son jargon ne chante ou crie:
"Le temps a laissé son manteau
De vent de froidure et de pluie".

Rivière, fontaine et ruisseau
Portent en livrée jolie
Gouttes d'argent d'orfèvrerie
Chacun s'habille de nouveau.

CHARLES, DUC D'ORLÉANS (1394-1465) Rondò I : Il Tempo ha gettato il suo mantello

Il Tempo ha gettato il suo mantello
di vento, di freddo e di pioggia
e si è vestito di ricami
di sole lucente, chiaro e bello.

Non c'è animale né uccello
che nel suo gergo non canti o gridi:
Il Tempo ha gettato il suo mantello
di vento, di freddo e di pioggia.

Fiume, fonte e ruscello
portano qual graziosa livrea
gocce di filigrana d'argento.
Ciascuno si veste di nuovo

[Trad. a cura della prof.ssa Marina Borrelli]

   
CLAUDE DEBUSSY, L. 79 n. 2
Les cloches

Les feuilles s'ouvraient sur le bord des branches
Délicatement.
Les cloches tintaient, légères et franches,
Dans le ciel clément.

Rythmique et fervent comme une antienne,
Ce lointain appel
Me remémorait la blancheur chrétienne
Des fleurs de l'autel.

Ces cloches parlaient d'heureuses années,
Et, dans le grand bois,
Semblaient reverdir les feuilles fanées,
Des jours d'autrefois.

PAUL BOURGET (1852-1935)
Le campane

Le foglie s'aprivano sulle cime dei rami,
delicatamente.
Le campane rintoccavano, leggere e schiette,
nel cielo terso.

Ritmico e fervido come un'antifona,
quel richiamo lontano
mi ricordava il candore cristiano
dei fiori dell'altare.

Quelle campane parlavano di anni felici
e, nel folto del bosco,
parevano rinverdire le foglie ingiallite
dei giorni d'un tempo.

   
GUSTAV MAHLER,
Des Knaben Wunderhorn, n. 9
Wo die schönen Trompeten blasen

Wer ist denn draußen und wer klopfet an,
Der mich so leise, so leise wecken kann?
Das ist der Herzallerliebste dein,
Steh auf und laß mich zu dir ein!

Was soll ich hier nun länger stehn?
Ich seh die Morgenröt aufgehn,
Die Morgenröt, zwei helle Stern,
Bei meinem Schatz, da wär ich gern,
bei meiner Herzallerliebsten.

Das Mädchen stand auf und ließ ihn ein;
Sie heißt ihn auch willkommen sein.
Willkommen, lieber Knabe mein,
So lang hast du gestanden!

Sie reicht ihm auch die schneeweiße Hand.
Von ferne sang die Nachtigall
Das Mädchen fing zu weinen an.

Ach weine nicht, du Liebste mein,
Aufs Jahr sollst du mein eigen sein.
Mein Eigen sollst du werden gewiß,
Wie's keine sonst auf Erden ist.
O Lieb auf grüner Erden.

Ich zieh in Krieg auf grüner Heid,
Die grüne Heide, die ist so weit.
Allwo dort die schönen Trompeten blasen,
Da ist mein Haus, von grünem Rasen.

Dove squillano le belle trombe


Chi è là fuori, chi bussa al battente,
chi può svegliarmi così piano, dolcemente?
È il tuo adorato, il tuo amore:
alzati, su, e fammi entrare!!

Ancora a lungo devo attendere qua?
Ecco, la vedo, l’aurora spunta già,
l’aurora, due stelle tutte splendore.
Vorrei trovarmi accanto il mio tesoro,
il mio amore adorato!.

La fanciulla si alzò, lo fece entrare,
col benvenuto lo volle salutare.
Benvenuto, caro, ragazzo mio,
quanto hai atteso là fuori, lo sa Dio!

Gli diede anche la sua candida mano.
Da lontano l'usignolo cantò;
A pianger la fanciulla cominciò.

No, non piangere, cara, no, mio bene,
entro l’anno sarai mia certamente.
Mia certamente, mia diverrai,
come nessuna al mondo è stata mai!
nessuna, amore, sulla verde terra.

Sul verde prato me ne vado in guerra:
sul verde prato che, lontano, ampio si perde.
Là, ovunque suonano le belle trombe,
là è la mia casa, la mia casa di erba verde.

   
GUSTAV MAHLER, Rückert Lieder, n. 4
Um Mitternacht

Um Mitternacht hab' ich gewacht
Und aufgeblickt zum Himmel,
Kein Stern vom Sterngewimmel
Mir Trost gebracht um Mitternacht.

Um Mitternacht hab' ich gedacht
Hinaus in dunkle Schranken.
Es hat kein Lichtgedanken
Mir Trost gebracht um Mitternacht.

Um Mitternacht nahm ich in acht
Die Schläge meines Herzens,
Ein einziger Puls des Schmerzens
War angefacht um Mitternacht.

Um Mitternacht kämpft' ich die Schlacht,
O Menschheit, deiner Leiden;
Nicht konnt' ich sie entscheiden
Mit meiner Macht um Mitternacht.

Um Mitternacht hab' ich die Macht
In deine Hand gegeben!
Herr! Herr über Tod und Leben:
Du hältst die Wacht um Mitternacht!

FRIEDRICH RÜCKERT (1788-1866)
A mezzanotte


A mezzanotte vegliavo
e ho rivolto lo sguardo al cielo!
Nessuna stella del firmamento
mi ha sorriso, a mezzanotte.

A mezzanotte ho rivolto il pensiero
alle tenebre, là fuori:
nulla mi illuminò la mente,
né svelò il mistero, a mezzanotte.

A mezzanotte ascoltai, attento
i battiti del mio cuore:
una pulsazione dolorosa
mi straziò, a mezzanotte.

A mezzanotte combattei la battaglia,
umanità, delle tue sofferenze,
senza poterla concludere
con le mie sole forze, a mezzanotte.

A mezzanotte ho riposto la mia forza
nelle Tue mani!
Signore della morte e della vita:
Tu, custode, sei desto, a mezzanotte.

   
W. A. MOZART, K 523
Abendempfindung

Abend ist's, die Sonne ist verschwunden,
Und der Mond strahlt Silberglanz;
So entfliehn des Lebens schönste Stunden,
Fliehn vorüber wie im Tanz.

Bald entflieht des Lebens bunte Szene,
Und der Vorhang rollt herab;
Aus ist unser Spiel, des Freundes Träne
Fließet schon auf unser Grab.

Bald vielleicht (mir weht, wie Westwind leise,
Eine stille Ahnung zu),
Schließ ich dieses Lebens Pilgerreise,
Fliege in das Land der Ruh.

Werdet ihr dann an meinem Grabe weinen,
Trauernd meine Asche sehn,
Dann, o Freunde, will ich euch erscheinen
Und will himmelauf euch wehn.

Schenk auch du ein Tränchen mir und pflücke
Mir ein Veilchen auf mein Grab,
Und mit deinem seelenvollen Blicke
Sieh dann sanft auf mich herab.

Weih mir eine Träne, und ach! schäme
dich nur nicht, sie mir zu weihn;
Oh, sie wird in meinem Diademe
Dann die schönste Perle sein!

JOACHIM HEINRICH CAMPE (1746-1818)
Sensazioni alla sera

E' sera, il sole è scomparso
e la luna splende argentea;
così trascorrono le ore più belle della vita,
fuggono via come danzando.

Presto scompare la variopinta scena della vita,
e cala il sipario;
la nostra parte è finita, la lacrima dell'amico
già scorre sulla nostra tomba.

Forse presto - mi sfiora, lieve come vento dell’Ovest, un muto presentimento -
concluderò questo pellegrinaggio terreno,
e volerò nel regno della pace.

Se piangerete sulla mia tomba,
considerando con dolore le mie ceneri,
allora, amici, vi apparirò
e aleggerò su di voi.

Donami anche tu una piccola lacrima e cogli
una viola per me, sulla mia tomba,
e col tuo sguardo profondo
guardami dolcemente.

Offrimi una lacrima, e non vergognarti
d’avermela dedicata;
nel mio diadema sarà
la perla più bella

   
J. BRAHMS, op. 84 n. 1
Sommerabend

Die Mutter:
Geh' schlafen, Tochter, schlafen!
Schon fällt der Tau aufs Gras,
Und wen die Tropfen trafen,
Weint bald die Augen naß!

Die Tochter:
Laß weinen, Mutter, weinen!
Das Mondlicht leuchtet hell,
Und wem die Strahlen scheinen,
Dem trocknen Tränen schnell!

Die Mutter:
Geh' schlafen, Tochter, schlafen!
Schon ruft der Kauz im Wald,
Und wen die Töne trafen,
Muß mit ihm klagen bald!

Die Tochter:
Laß klagen, Mutter, klagen!
Die Nachtigall singt hell,
Und wem die Lieder schlagen,
Dem schwindet Trauer schnell!

HANS SCHMIDT (1856-1923)

Sera estiva

La madre:
Va a dormire, figlia!
Già sull’erba cade la rugiada,
e colui su cui calarono le gocce
piange con gli occhi umidi!

La figlia:
Lascialo piangere, madre!
La luce lunare risplende chiara,
e a colui su cui brillano i raggi,
le lacrime asciugano in fretta!

La madre:
Va a dormire, figlia!
Già la civetta stride nel bosco,
e chi è colpito dai suoni
dovrà ben presto lagnarsi con essa!

La figlia:
Lascia che si lamenti, madre!
L’usignolo canta sonoramente,
e in colui per cui risuonano le sue canzoni,
la tristezza svanisce in fretta.

   
J. BRAHMS, op. 63 n° 8
Heimweh II

O wüßt ich doch den Weg zurück,
Den lieben Weg zum Kinderland!
O warum sucht' ich nach dem Glück
Und ließ der Mutter Hand?

O wie mich sehnet auszuruhn,
Von keinem Streben aufgeweckt,
Die müden Augen zuzutun,
Von Liebe sanft bedeckt!

Und nichts zu forschen, nichts zu spähn,
Und nur zu träumen leicht und lind;
Der Zeiten Wandel nicht zu sehn,
Zum zweiten Mal ein Kind!

O zeig mir doch den Weg zurück,
Den lieben Weg zum Kinderland!
Vergebens such ich nach dem Glück,
Ringsum ist öder Strand!

KLAUS GROTH (1819-1899)
Nostalgia II

Oh, conoscessi la via del ritorno,
la cara via verso il paese dell'infanzia!
Perché cercai la felicità
e lasciai la mano della madre?

Oh, come desidero riposare,
non disturbato da nessuna pena,
chiudere gli occhi stanchi,
protetto dolcemente dall'amore!

E nulla cercare, nulla scrutare,
solo sognare lievemente, soavemente;
non scorgere le mutazioni del tempo,
per la seconda volta bambino!

Oh, mostratemi dunque la via del ritorno,
la cara via verso il paese dell'infanzia!
Invano cerco la felicità,
tutto intorno è spiaggia desolata!

   
J. BRAHMS, op. 43 n° 1
Von ewiger Liebe

Dunkel, wie dunkel in Wald und in Feld!
Abend schon ist es, nun schweiget die Welt.
Nirgend noch Licht und nirgend noch Rauch,
Ja, und die Lerche sie schweiget nun auch.

Kommt aus dem Dorfe der Bursche heraus,
Gibt das Geleit der Geliebten nach Haus,
Führt sie am Weidengebüsche vorbei,
Redet so viel und so mancherlei:

»Leidest du Schmach und betrübest du dich,
Leidest du Schmach von andern um mich,
Werde die Liebe getrennt so geschwind,
Schnell wie wir früher vereiniget sind.
Scheide mit Regen und scheide mit Wind,
Schnell wie wir früher vereiniget sind.«

Spricht das Mägdelein, Mägdelein spricht:
»Unsere Liebe sie trennet sich nicht!
Fest ist der Stahl und das Eisen gar sehr,
Unsere Liebe ist fester noch mehr.

Eisen und Stahl, man schmiedet sie um,
Unsere Liebe, wer wandelt sie um?
Eisen und Stahl, sie können zergehn,
Unsere Liebe muß ewig bestehn!«

JOSEF WENZIG (1807-1876)
Dell'amore eterno

Cupi, quanto cupi l bosco e il campo!
E' già sera, ora il mondo tace.
Da nessuna parte c'è più luce né fumo,
e anche l'allodola, anche lei tace.

Viene dal paese il giovanotto,
accompagna a casa la sua amata,
passa con lei accanto alla macchia di salici,
parla tanto e di varie cose:

"Ti hanno fatto torto, e sei triste per questo,
ti affliggi per causa mia? Sia sciolto subito
il nostro amore, così, presto,
presto come un tempo ci unimmo,
ci separeremo con la pioggia e col vento,
presto come un tempo ci unimmo."

Parla allora la fanciulla:
"Il nostro amore non si scioglierà!
È saldo l'acciaio ed è saldo il ferro,
ma il nostro amore è ancora più saldo.

Ferro ed acciaio si possono piegare,
ma chi trasformerà il nostro amore?
Ferro ed acciaio si possono sciogliere,
il nostro amore deve durare in eterno!"

   
RICHARD STRAUSS, op. 27 n° 4
Morgen

Und morgen wird die Sonne wieder scheinen,
und auf dem Wege, den ich gehen werde,
wird uns, die Glücklichen, sie wieder einen
inmitten dieser sonnenatmenden Erde . . .

Und zu dem Strand, dem weiten, wogenblauen,
werden wir still und langsam niedersteigen,
stumm werden wir uns in die Augen schauen,
und auf uns sinkt des Glückes stummes Schweigen...

JOHN HENRY MACKAY (1864-1933)
Domani

Domani il sole splenderà ancora
e sulla strada che percorrerò,
ci riunirà di nuovo, felici,
su questa terra che respira il sole...

E scenderemo silenziosi e lenti
verso la spiaggia larga, tutta azzurra d'onde,
ci guarderemo, muti, negli occhi,
calerà su noi, senza una parola, la gioia.

 

   
RICHARD STRAUSS, op. 10 n. 3
Die Nacht

Aus dem Walde tritt die Nacht,
Aus den Bäumen schleicht sie leise,
Schaut sich um in weitem Kreise,
Nun gib acht.

Alle Lichter dieser Welt,
Alle Blumen, alle Farben
Löscht sie aus und stiehlt die Garben
Weg vom Feld.

Alles nimmt sie, was nur hold,
Nimmt das Silber weg des Stroms
Nimmt vom Kupferdach des Doms
Weg das Gold.

Ausgeplündert steht der Strauch,
Rücke näher, Seel an Seele;
O die Nacht, mir bangt, sie stehle
Dich mir auch.

HERMANN VON GILM ZU ROSENEGG (1812-1864) La notte

Dal bosco esce la notte,
fra gli alberi si insinua lieve,
si guarda intorno per ampio tratto;
è l’ora: stai attenta!

Tutte le luci del mondo,
tutti i fiori, tutti i colori
spegne, la notte, e ruba
i covoni dal campo.

Porta via tutto ciò che è bello,
porta via l'argento dal fiume,
dalla cupola
del duomo, l'oro.

Anche l’arbusto è spoglio,,
vieni più vicina, cuore a cuore,
oh, io tremo che la notte possa
rubarti a me.

   
RICHARD WAGNER
Wesendonck Lieder, n. 4 - Stehe still!

Sausendes, brausendes Rad der Zeit,
Messer du der Ewigkeit;
Leuchtende Sphären im weiten All,
Die ihr umringt den Weltenball;
Urewige Schöpfung, halte doch ein,
Genug des Werdens, laß mich sein!

Halte an dich, zeugende Kraft,
Urgedanke, der ewig schafft!
Hemmet den Atem, stillet den Drang,
Schweiget nur eine Sekunde lang!
Schwellende Pulse, fesselt den Schlag;
Ende, des Wollens ew'ger Tag!

Daß in selig süßem Vergessen
Ich mög alle Wonnen ermessen!
Wenn Aug' in Auge wonnig trinken,
Seele ganz in Seele versinken;

Wesen in Wesen sich wiederfindet,
Und alles Hoffens Ende sich kündet,
Die Lippe verstummt in staunendem Schweigen,
Keinen Wunsch mehr will das Innre zeugen:
Erkennt der Mensch des Ew'gen Spur,
Und löst dein Rätsel, heil'ge Natur!

MATHILDE WESENDONCK (1828-1902)
Arrestati!

Sibilante ruota del Tempo,
lama dell'Eternità;
sfere lucenti del Cosmo immenso
che circondate la sfera terrestre;
creazione perenne: fermatevi,
basta divenire, lasciami essere!

Arrestati, forza creatrice,
pensiero primigenio che eternamente plasma!
Trattenete il respiro, placate l’impeto,
tacete un solo istante!
Arterie pulsanti estinguete il battito;
finisca il giorno eterno del volere!

Che io possa, beato, in dolce oblio,
ogni delizia assaporare!
Quando, in estasi, gli sguardi bevono gli sguardi,
l’anima tutta nell’anima si perde;

creatura nella creatura si ritrova,
e ogni speranza trova compimento,
le labbra si chiudono in muto stupore,
il cuore non partorisce più desideri:
l'uomo avverte la traccia dell'Eterno,
e il tuo enigma si scioglie, sacra Natura!

   

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