Alexandre Zbigniew Sas Jaworski, compositore polacco

Alexandre Zbigniew Sas Jaworski nacque a Przemysh in Polonia, il 5 febbraio 1900, da una famiglia nobile di possidenti terrieri. Passò la prima infanzia a Parigi insieme alla madre. Tornato in Polonia, frequentò una scuola retta dai Gesuiti. Le burrascose vicende polacche di quegli anni costrinsero sua madre a emigrare prima a Parigi poi in Inghilterra, dove il ragazzo poté frequentare una public school. Queste vicende personali gli permisero di conquistare la padronanza di cinque lingue: polacco, francese, inglese, tedesco e italiano. A diciassette anni si arruolò in Francia come volontario per raggiungere l’armata polacca. Col grado di ufficiale, proprio per la sua conoscenza delle lingue, fu mobilitato a Varsavia nel ministero degli affari esteri. Tornato a Parigi, ormai senza mezzi, visto che la guerra aveva disperso tutti i beni della sua famiglia, si impiegò in una banca americana, impegnandosi comunque a non trascurare lo studio del pianoforte, che però il parentado osteggiava. In seguito, una eredità gli permise di lasciare il lavoro e consacrarsi completamente alla musica. A Linz, in Austria, mentre col suo professore si apprestava a partire per una tournée in Germania, fu purtroppo bloccato dallo scoppio della II Guerra Mondiale. Fece appena in tempo a passare la frontiera svizzera, dove chiese di nuovo di arruolarsi nell’armata polacca in Inghilterra. La Francia però non gli concesse l’autorizzazione per l’attraversamento del paese. Rimasto perciò a Ginevra, cominciò gli studi di composizione, riuscendo nel contempo a far venire sua madre dalla Polonia. Cominciarono le prime affermazioni con un concerto al conservatorio di Ginevra alla presenza del console polacco. Dopo la guerra, con Irène Michel, conosciuta nella stessa città, intraprese un viaggio in Italia, e in seguito la coppia decise di lasciare definitivamente la Svizzera e di stabilirsi a Orta, sull’omonimo lago. Nelle domeniche d’estate suonava l’organo all’Isola di San Giulio e in un’occasione venne anche cantata una Ave Maria di sua composizione. Era innamorato dell’Italia e di questo lago. Morì il 10 dicembre 1990 a Orta, dove è sepolto.

 

Magenta 6 giugno Cinemateatro Nuovo.

“La musica che non c’era” è il titolo che abbiamo dato ad una nuova iniziativa che consiste nel dare voce a compositori sconosciuti, mai pubblicati e, a volte, neanche mai eseguiti.
Esistono numerose opere nascoste in cassetti e bauli, musiche mai suonate appartenute a ignoti talenti che non l’hanno mai pubblicata e forse mai suonata.
Se la musica non suona è come se non ci fosse.
A volte, con un po’ di fortuna, alcune pagine si rivelano delle vere e proprie perle e allora, la musica che non c’era inizia a esistere.
Ogni anno vorremmo dare un nome a un compositore sconosciuto e, nel contempo, raccontare una storia, forse appassionante e avventurosa, forse una piccola vicenda umana che attraversa la grande storia.
Come quella di Alexander Zbigniew Sas Jaworski, nato a Przemysh in Polonia, il 5 febbraio 1900, da una famiglia nobile di possidenti terrieri e costretto a scappare a Parigi a soli diciassette anni per le burrascose vicende polacche. Da quel momento la sua vita diviene un vero romanzo fino a quando, durante la seconda guerra mondiale, arriva in Italia, sul Lago d’Orta. Se ne innamora e ci rimane con la sua moglie, Irène Michel. Muore il 10 dicembre 1990 a Orta, dove è sepolto. Nel contempo non trascura gli studi pianistici e di composizione e scrive numerose opere, intense e appassionate, che trasudano nostalgia per la patria mai dimenticata. Sarà proprio la vedova a farci dono dei preziosi manoscritti.
Tutto questo verrà raccontato giovedì 6 giugno alle ore 21.15 presso il Cinema Teatro Nuovo (ingresso libero) con musiche, immagini e parole (curate dalla scrittrice Laura Pariani).
Sul palco i pianisti Cinzia Paola Baggio, Salvatore Sciammetta (che ha curato le trascrizioni musicali) dell’Associazione “L’usignolo magico” di Novara e il tenore Gueorgui Mikaylov.
Questa operazione di carattere non solo musicale, ma anche storica e culturale è stata condotta in collaborazione con la Pro Loco, che ha curato particolarmente l’aspetto diplomatico con il consolato polacco, il quale sarà presente con una sua delegazione, ed è patrocinata dal Comune di Magenta, che potrà restituire alla comunità polacca un compositore nazionale.
Il programma prevede una prima parte dedica a musiche di Chopin e la seconda alle arie di Jaworski.